Il servizio di pronta disponibilità è un istituto regolato dalla Contrattazione Collettiva Nazionale, che implica l’immediata reperibilità del dipendente sul luogo di lavoro, al fine di rispondere alle esigenze della struttura aziendale.

In tutte le aziende sanitarie del Piemonte, a causa dell’estrema carenza di personale, tale misura viene sempre più utilizzata per sopperire alle carenze di organico. Di conseguenza, infermieri e professionisti sanitari sono spesso chiamati a fare anche più di 20 turni di pronta disponibilità per ogni mese.

Il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro relativo al personale del Comparto Sanità, per il triennio 2019 – 2021, che entrerà in vigore dal primo di gennaio 2023, ha tentato di porre un freno all’uso spropositato della pronta disponibilità, apportando alcune importanti modifiche che tentano di limitarne l’applicabilità.

In primis, è importante precisare che nel contratto precedente, non era previsto un limite temporale al numero massimo di pronte disponibilità ammesse, posto che la disposizione stabiliva che “di norma non potranno essere previsti per ciascun dipendente più di sei turni di pronta disponibilità al mese”. Grazie all’intervento condiviso delle forze sindacali, nel nuovo contratto, al comma 10 dell’articolo 44, il “di norma” è stato eliminato, stabilendo che “non potranno essere previsti per ciascun dipendente più di sette turni di pronta disponibilità al mese”. Tale limite impedisce di fatto alle aziende sanitarie di mettere in atto turnazioni che prevedono il sistematico sforamento delle sette pronte disponibilità mensili, con la conseguenza che ogni infermiere che verrà sottoposto a turnazioni oltre tale soglia potrà chiedere l’intervento dell’Ispettorato di Lavoro e proporre un’azione legale risarcitoria.

Si evidenzia inoltre che il servizio di pronta disponibilità è caratterizzato dall’immediata reperibilità del dipendente e dall’obbligo per lo stesso di raggiungere la struttura nel tempo previsto e con le modalità definite dalle aziende sanitarie, tenendo conto dei propri piani annuali, predisposti al fine di affrontare le situazioni di emergenza in relazione alla propria organizzazione, ai profili professionali necessari per l’erogazione delle prestazioni nei servizi e presidi individuati dal piano stesso.

Per il servizio di pronta disponibilità viene utilizzato di norma personale della stessa unità operativa/servizio, tenendo comunque conto delle caratteristiche del servizio da erogare e del territorio di riferimento. Al contrario, viene escluso dalla pronta disponibilità il personale del ruolo amministrativo.

Procedendo con l’analisi della nuova norma contrattuale, si precisa che tale misura deve essere limitata, solitamente, ai turni notturni ed ai giorni festivi garantendo il riposo settimanale. Nel caso in cui esso cada in giorno festivo spetta, su richiesta del lavoratore, anche un’intera giornata di riposo compensativo senza riduzione del debito orario settimanale. In caso di chiamata tali ore sono retribuite a titolo di straordinario ovvero in caso di adesione alla banca delle ore trova applicazione l’art. 48 (Banca delle ore).

Rispetto al precedente contratto, sono state apportate modifiche anche in relazione alla tariffa oraria. Il comma sette prevede infatti che la pronta disponibilità abbia durata di norma di dodici ore. Tali ore in pronta disponibilità vengono retribuite come orario straordinario: essa dà diritto ad una indennità oraria di euro 1,80 lorde, eventualmente elevabile in sede di contrattazione integrativa. Si tratta quindi di 21,6 euro ogni dodici ore, a fronte delle precedenti 20,66 euro.  

Si evidenzia poi che è possibile prevedere due turni di pronta disponibilità della durata di dodici ore ciascuno solo nei giorni festivi.

Un’altra modifica interessante, che si deve al lavoro condiviso dei sindacati, riguarda il riposo compensativo. La nuova disposizione contrattuale prevede infatti una riduzione del debito orario e dei giorni entro cui recuperare le undici ore di riposo, che da sette scendono a tre. In particolare, al comma 9 si stabilisce che il personale in pronta disponibilità chiamato in servizio, con conseguente sospensione delle undici ore di riposo immediatamente successivo e consecutivo, deve recuperare immediatamente e consecutivamente dopo il servizio reso le ore mancanti per il completamento delle undici ore di riposo; nel caso in cui, per ragioni eccezionali, non sia possibile applicare la disciplina di cui al precedente periodo, quale misura di adeguata protezione, le ore di mancato riposo saranno fruite, in un’unica soluzione, nei successivi tre giorni, fino al completamento delle undici ore di riposo. 

Infine, si precisa che le varie Aziende e gli Enti possono definire le regolamentazioni di dettaglio attuative delle disposizioni.

Lo studio legale resta a disposizione di ogni interessato per chiarire ogni eventuale dubbio sulla questione e per eventualmente esaminare le singole fattispecie che si verranno a creare. 

 Avv. Marcello Maria BOSSI

 Dott.ssa Beatrice PEDAVOLI