Con l’ordinanza n. 15277, del 5 Giugno 2019, la Corte di Cassazione ha dato continuità all’interpretazione di merito secondo cui lo stato di separazione può costituire ostacolo al riconoscimento dei diritti sulla casa familiare a favore del coniuge, nel caso in cui sussista l’impossibilità di individuare una casa adibita a residenza familiare. Tale circostanza fa venire meno il presupposto oggettivo richiesto ai fini dell'attribuzione dei diritti in parola. Se, infatti, per le ragioni esposte, il diritto di abitazione (e il correlato diritto d'uso sui mobili) in favore del coniuge superstite può avere ad oggetto esclusivamente l'immobile concretamente utilizzato prima della morte del de cuius come residenza familiare, è evidente che l'applicabilità della norma in esame è condizionata all'effettiva esistenza, al momento dell'apertura della successione, di una casa adibita ad abitazione familiare; evenienza che non ricorre allorché, a seguito della separazione personale, sia cessato lo stato di convivenza tra i coniugi (Cass. n. 13407/2014).

Allegati:
FileDescrizioneDimensione del File
Scarica questo file (ordinanza 15277 del 2019.pdf)ordinanza 15277 del 2019.pdf 69 kB