Con sentenza del 02.10.2019, n. 24631, La Corte di Cassazione ha ribadito un Suo precedente orientamento, enucleando che: «sul tema del diritto alla indennità supplementare riconosciuta dalla contrattazione collettiva ai dirigenti licenziati a causa di ristrutturazione, riorganizzazione, riconversione o crisi settoriale o aziendale, nonchè di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi, questa Corte ha già avuto occasione di disattendere letture orientate a ravvisare "una cesura di carattere non solo temporale, ma logica" fra la fase propriamente di risanamento e quella eventualmente conseguente all'esaurimento dell'esperimento conservativo, tale da escludere la suddetta indennità in caso di licenziamento intervenuto a significativa distanza dall'apertura della procedura e "non conseguente della ristrutturazione dell'azienda bensì all'accertata impossibilità di proseguire nell'attività produttiva" (in tal senso Cass., Sez. 1, n. 29735 del 2018, che richiama Cass. Sez. lav. n. 14769 del 2005, Cass. n. 3572 del 2004 e n. 5371 del 1998)».

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