Con la sentenza n. 18931, del 15 Luglio 2019, la Corte di Cassazione ha enunciato che, per il riconoscimento del diritto all'assegno ordinario di invalidità ai sensi dell’art. 1 della L. n. 222 del 1984, la riduzione a meno di un terzo della capacità di lavoro dell'assicurato in occupazioni confacenti alle sue attitudini debba essere verificata operando la valutazione complessiva del quadro morboso dell'assicurato con specifico riferimento alla sua incidenza sull'attività svolta in precedenza e su ogni altra che sia confacente, ossia che possa essere svolta dall'assicurato, in relazione alla sua età, capacità ed esperienza, senza esporre ad ulteriore danno la propria salute; sicché, pur essendo l’invalidità ancorata non più alla capacità di guadagno, ma a quella di lavoro, il riferimento alla capacità attitudinale comporta una valutazione di qualità e condizioni personali e soggettive dell'assicurato, cui rimane conferita una tutela rispettosa dei precetti costituzionali di cui agli artt. 38, 32, 2, 3 e 10 (cfr. da ultimo, Cass. 19/6/2018, n. 16141, ed ivi ulteriori richiami).

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