Con la sentenza del 07.03.2013 n. 5765 la Corte di Cassazione ha ribadito, a conferma del proprio consolidato orientamento, che la costituzione coattiva di una servitù di passaggio ai sensi dell'art. 1052 c.c. a favore di un fondo non intercluso postula la rispondenza della relativa domanda alle esigenze dell'agricoltura o dell'industria. La Suprema Corte ha, altresì, precisato che tale requisito trascende gli interessi individuali e giustifica l'imposizione coattiva della servitù solo se rispondente all'interesse generale della produzione, da valutare non già in astratto bensì con riguardo allo stato attuale dei fondi ed alla loro concreta possibilità di un più ampio sfruttamento o di una migliore utilizzazione, sicché il sacrificio del fondo servente non è giustificato qualora il fondo dominante sia incolto e da lungo tempo inutilizzato a fini produttivi.